L’obiettivo degli emendamenti sui centri anziani che ho scritto e che l’Aula del Consiglio regionale ha approvato, è quello di migliorare la qualità della vita delle persone anziane. Persone che rimangono attive e vigili, con tanta esperienza, conoscenza, tempo ed energia da dedicare alla collettività, ma non sempre la città è pensata per offrire loro servizi dedicati.

Non parliamo solo di servizi socio-assistenziali, perché quelli tutto sommato ci sono, e laddove mancano, in tandem con i servizi sanitari ci si lavora affinché questi siano sempre migliori, ma parliamo di un’altra cosa: della qualità della vita di queste persone che specialmente nell’anno segnato dalla pandemia hanno dovuto fare i conti più che con i problemi pratici, con problemi legati alla solitudine, alla poca presenza di offerte culturali, di mobilità e di tutti quei servizi che aiutano a vivere a pieno la propria esistenza.

In quest’ottica è iniziato un tavolo preziosissimo con i coordinatori municipali dei centri anziani, a tal fine ringrazio Francesco Santoro, Michele de Maio, Giuliana Mostarda, Domenico Barbuto, Enzo Annicchiarico, Domenico Barbuto e i tanti altri; che mi hanno fatto riflettere su come dei piccoli cambiamenti potessero avere una portata rivoluzionaria. In questi mesi siamo riusciti, sia ad inserire i Centri Anziani nella proposta di legge 232 “Norme a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo”, per essere sicuri che questi presidi territoriali fossero considerati dei luoghi veramente autogestiti volti alla socializzazione alla cultura e all’informazione sul territorio, sia, tramite gli emendamenti al collegato di bilancio, ad eliminare il limite di età perché non è necessario essere ghettizzati anagraficamente. Chiunque abbia piacere a riunirsi, anche in progetti intergenerazionali e di aggregazione, non vedo perché non debba farlo. Al contempo abbiamo definito in modo inequivoco, con l’emendamento all’articolo 28 della Legge Regionale n.11 del 2016 che riguarda il Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio, che il centro anziani non è un mero sportello di servizi sociali o un centro per assistenza di anziani fragili, quelli esistono e sono un’altra cosa.

Il centro anziani è un centro di aggregazione socio-culturale e deve assolvere a questo, non deve lasciare le persone sole, anzi deve avere delle caratteristiche che invoglino ad andarci.

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