Oggi ascoltati i rappresentanti dei comuni, di varie associazioni e il presidente dell’ordine degli psicologi.

Altre audizioni oggi in  IX Commissione – Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio, in merito alla proposta di legge n. 176 del 2 agosto 2019 “Disposizioni in materia di politiche giovanili.


Una serie di rappresentanti dei comuni erano stati invitati ai lavori di oggi: il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna ha definito “argomento chiave” le politiche giovanili, troppo spesso dimenticate; i social non possono sostituire un corretto approccio alla socialità dei giovani, infatti, a suo parere, per questo ben venga una iniziativa legislativa a tutela della fascia di età giovanile.  Fernanda De Nitto dell’Assessorato alle politiche giovanili del comune di Fiumicino, che sta lavorando proprio su questi temi, sta rilevando, a suo dire, una grave carenza di strutture sul territorio. Apprezzamento di De Nitto comunque per la proposta di legge, così come da parte di Antonella Sberna dell’Assessorato alle politiche giovanili del comune di Viterbo: un sostegno all’avviamento dei giovani al mondo del lavoro e aiuti per le giovani coppie sono le proposte di Sberna. Punto quest’ultimo condiviso anche dal sindaco di Segni, Piero Cascioli, che ha espresso comunque il suo apprezzamento per questo testo normativo. Ha voluto anche esser presente ai lavori, per Formia, il  commissario  straordinario Tizzano.

L’esperta di disturbi alimentari Laura Dalla Ragione ha poi parlato di un aumento di circa il 30 per cento di persone affette da questo tipo di disturbi durante la pandemia e il conseguente lockdown: un 40 per cento circa di chi soffre di questo disturbo è in età giovanile, ha detto. Il ruolo della scuola è fondamentale da questo punto di vista, specie in riferimento ai social, su cui i ragazzi passano tanto del loro tempo. Ovviamente l’argine principale al disagio giovanile è però sempre la famiglia, che quindi va aiutata. Importante però a suo avviso anche il ruolo del mondo dello sport.

Per le associazioni,  Telefono Rosa, con la vicepresidente Antonella Faieta, ha mostrato attenzione specie per la parte della proposta che parla di sportelli di ascolto; le famiglie i cui  ragazzi si trovano in difficoltà non sanno infatti spesso a chi rivolgersi. L’educazione alla relazione è forse uno dei punti in cui più questa proposta si presenta carente, ha concluso Faieta. Cristina Costarelli, vice Presidente Anp Lazio – Associazione nazionale presidi e alte professionalità della scuola, ha parlato di dispersione scolastica, orientamento al post scuola e terzo settore come elementi fondamentali per la tematica giovanile. Ma “la scuola da sola non ce la fa”, ha detto, cosicché serve il supporto istituzionale.

Per la Comunità di Sant’Egidio, Evelina Martelli ha detto che gli articoli 5 e 10 della proposta dovrebbero contenere, oltre all’educazione civica, anche  una educazione alla solidarietà e al volontariato; il collegamento tra centri di ascolto e terzo settore è una proposta di S. Egidio. Manlio Dell’Ariccia è intervenuto per La Fenice Onlus, una associazione tra genitori di ragazzi affetti da disturbi alimentari, per dire che la mancata previsione di un diritto alla salute per i giovani è a suo avviso una lacuna di questa proposta pur encomiabile.

A seguire, Federico Conte, presidente dell’ordine degli psicologi del Lazio, ha parlato di una “legge ambiziosa che coglie tutti gli aspetti delle problematiche del mondo giovanile”; ma promuovere l’autonomia del giovane e la sua “alfabetizzazione emotiva” potrebbe essere un ulteriore obiettivo di questa proposta, aggiuntivo rispetto a quelli già previsti e condivisibili, a suo avviso. Inoltre, l’inserimento nel forum di un rappresentante per ogni ordine professionale, preferibilmente  in età giovanile (under 35), per un surplus di innovatività e propositività, è stato un altro suggerimento venuto da Conte. 

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