Stamattina Maddalena, una ragazza in sedia a rotelle, ha raccontato a la Repubblica di aver fatto un viaggio a Roma col fidanzato e di averla trovata “perfettibile per la fruibilità delle persone con disabilità motoria”…Ho trovato questa descrizione molto aggraziata. Maddalena ha elencato le difficoltà: i pochi ristoranti accessibili, i tram e gli autobus non a norma, i taxi con rampa da prenotare entro le 18.30 del giorno precedente…Lo abbiamo detto tante volte: non abbiamo vissuto tutti lo stesso lockdown. Certamente per nessuno è stata una bella esperienza, ma se tanti hanno combattuto la noia tra una serie tv e una nuova ricetta in cucina, per le persone con disabilità e le loro famiglie si è aperto un periodo di incertezza, interruzione di servizi, solitudine.Oggi non è un caso che il claim del FIABADAY, la XVIII Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche promossa da FIABA Onlus in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia “Per me il lockdown non è finito”. Una campagna di sensibilizzazione che intende sottolineare come per molte persone con disabilità la normalità sia ancora lontanissima. Anzi, per troppi la normalità è proprio quella di restare relegati in casa, a causa di barriere architettoniche che spesso potrebbero essere facilmente abbattute.Insieme alle congratulazioni a FIABA Onlus per questa ricorrenza, l’evento in Piazza Colonna, i contributi istituzionali e il messaggio del Santo Padre, un “a presto”, per discutere in Commissione sanità della proposta di legge quadro per i diritti delle persone con disabilità, che ho presentato in Consiglio regionale e sta per iniziare il proprio iter.

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