Quando si parla di crisi a seguito del Covid-19, in realtà si mettono insieme cose molto diverse. Un settore che soffrirà, forse più di tutti gli altri, sono le agenzie di viaggi e i tour operator, che rischiano una vera e propria ecatombe. Se fossimo in un tempo normale, questo periodo dell’anno, per gli intermediari del settore turistico, sia incoming che outgoing, sarebbe dedicato alla programmazione del 2021: i ricettivisti starebbero programmando le visite nelle città d’arte italiane e gli operatori di outgoing le destinazione a medio/lungo raggio.

Com’è intuibile, nessuno oggi può programmare NYC o le Maldive, né tantomeno l’Italia e quindi anche il 2021 rischia di essere compromesso, sia per chi si occupa di flussi in entrata sia per chi si occupa di flussi in uscita. In questo quadro, è necessario prevedere un’azione che si può definire di “FREEZING”: occorre cioè da un lato permettere il congelamento di ogni possibile cash-out (stipendi, fitti passivi, imposte locali e nazionali, rimborsi di mutui e di finanziamenti, bollette e utenze) delle imprese del settore, fino a fine 2020; d’altro canto, occorre facilitare il cash-in, con forme di garanzia sui crediti o sotto forma di cessione pro-solvendo. Inoltre, a sentire i tecnici, a salvare molte aziende può concorrere la deducibilità integrale nei bilanci 2020 delle perdite su crediti (come per le banche) e la garanzia dello Stato sui crediti verso clienti non incassati, con vincolo di destinazione delle somme al pagamento dei rispettivi fornitori.

Evidentemente importante sarebbe ampliare Cassa integrazione ordinaria e straordinaria fino a dicembre 2020 e semplificarle, vista la peculiare stagionalità dell’attività che avrà dei tempi di ripresa lunga rispetto ad altri settori turistici.

Quanto al rilancio, anche questi operatori caldeggiano un piano per Voucher per Turismo domestico, per il 2020 e 2021, corrispondenti a dei veri e propri assegni da spendere solo nella filiera del turismo italiana (strutture ricettive italiane, guide musei, ristoranti, eventi locali, borghi, ecc…).

Un’ulteriore idea sarebbe quella di un tempestivo rimborso delle spese sostenute dai tour operator per il rimpatrio forzoso e in perdita dei cittadini italiani conseguente al lockdown e forme di aiuto finanziario ai lavoratori autonomi del settore (guide, organizzatori di eventi, interpreti….).

Oltre a questi interventi, a carattere nazionale, su cui la Regione deve vigilare e che deve sollecitare e integrare, la Regione Lazio può sostenere le aziende di intermediazione turistica attraverso alcune misure autonome di semplificazione e sburocratizzazione nell’accesso alla cassa integrazione per imprese sopra i 5 dipendenti e l’utilizzo di un fondo sviluppo (del Fondo Garanzie o di altra Banca Regionale) per lo smobilizzo dei crediti delle imprese del settore. Strategico sarebbe inoltre il finanziamento di un Fondo di formazione per i dipendenti del settore, da utilizzare subito per la formazione in questi mesi di fermo, e istituito un Fondo innovazione per investire in tecnologia.

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