ARTICOLO ORIGINARIO

1. La Regione si impegna al fine di evitare, in ambito sanitario, qualsiasi forma di discriminazione derivante dalla condizione di disabilità.

2. La Regione favorisce il superamento dell’approccio alla disabilità separato e frammentato nelle singole patologie, favorendo una presa in carico globale, mirata alla persona, tenendo conto in modo dinamico dei fattori ambientali e personali, secondo il modello biopsicosociale e assicurando il mantenimento delle migliori condizioni possibili di benessere e autonomia.

3. La Regione prevede percorsi di accompagnamento e accesso facilitato a persone con disabilità psico-fisica grave, nell’ambito della organizzazione dei servizi sanitari volti alla erogazione delle prestazioni specialistiche e di diagnostica strumentale, anche attraverso una specifica qualificazione dei punti di accoglienza ed orientamento presenti nelle aziende sanitarie regionali.

EMENDAMENTO ART. 9

1. La Regione, adotta misure necessarie al fine di evitare, in ambito sanitario, qualsiasi forma di discriminazione derivante dalla condizione di disabilità, nonché la parità di trattamento con gli altri cittadini nell’accesso alle cure e alle prestazioni sanitarie.

2. La Regione favorisce il superamento dell’approccio alla disabilità come patologia favorendo una presa in carico globale, mirata alla persona, tenendo conto in modo dinamico dei fattori ambientali e personali, secondo il modello biopsicosociale e assicurando il mantenimento delle migliori condizioni possibili di benessere e autonomia, anche attraverso aggiornamenti periodici per il personale sanitario sulla disabilità, nonché adottando strumenti di valutazione e autovalutazione sviluppati e riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal modello di Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF).

3. La Regione prevede percorsi di accompagnamento e accesso facilitato a persone con disabilità psico-fisica grave e sensoriale, anche al fine della prevenzione sanitaria, nell’ambito della organizzazione dei servizi sanitari volti alla erogazione delle prestazioni specialistiche e di diagnostica strumentale, anche attraverso una specifica qualificazione dei punti di accoglienza ed orientamento presenti nelle aziende sanitarie regionali, garantendo sempre la presenza di un familiare, caregiver, operatore di riferimento della persona con disabilità, sia nell’ambito ambulatoriale che ospedaliero e nelle strutture di intervento di primo soccorso. In particolare, identifica almeno due ospedali sede di DEA di secondo livello come luogo di cura delle persone con disturbi del neuro-sviluppo e/o grave compromissione neuromotoria, al cui interno viene nominato un responsabile della presa in carico adeguatamente formato. Tale presa in carico si rende effettiva solo nel caso in cui sia coinvolto il caregiver.

4. La Regione conforma i programmi ed i servizi di abilitazione e riabilitazione all’art. 26 della Convenzione ONU sui diritti e le persone con disabilità. In particolare promuove percorsi di abilitazione e riabilitazione delle persone con disabilità, favorendo strategie di empowerment individuale attraverso il supporto tra pari e la contestualizzazione dei percorsi abilitativi e riabilitativi all’interno dei più ampi progetti di cura, vita, formazione, lavoro e inclusione sociale delle persone;

5. All’interno dei nuovi programmi e servizi di riabilitazione, la Regione promuove il diritto di scelta dell’ausilio più adeguato per le persone con disabilità nell’ambito dei dispositivi certificati, qualunque sia il sistema di approvvigionamento. A tal fine istituisce servizi idonei alla formulazione del piano riabilitativo-assistenziale individuale ai sensi dell’All. 12 del DPCM 12 gennaio 2017, prevedendo la collaborazione tra medico specialista ed equipe multidisciplinare sulla base delle esigenze espresse dalla persona, sia nella fase di prescrizione, che in quella del collaudo.

6. Le attività abilitative e riabilitative di gruppo devono essere realizzate in spazi aperti al territorio, dinamici, inclusivi e integrati, finalizzati in via prioritaria alla prosecuzione del percorso educativo e abilitativo delle persone con disabilità grave e gravissima;

7. La Regione offre la stessa gamma e qualità dei servizi di salute sessuale e riproduttiva al pari di quella prevista per il resto della popolazione, progettati anche per le specifiche esigenze di genere delle persone con disabilità.

8. La Regione sostiene e promuove la ricerca scientifica in materia di disabilità, utile a favorirne la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura tempestiva, compresa quella relativa alle malattie rare.

9. La Regione favorisce l’ottenimento di un adeguato supporto psicologico all’interno del percorso terapeutico e assistenziale, e promuove anche progetti di riabilitazione specifici altamente professionali, anche attraverso il supporto delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

10. La Regione promuove la realizzazione di nuovi modelli di presa in carico della persona con disabilità e supporto sanitario da remoto.


2 thoughts on “Art. 9 (Salute e politiche sociali)”

  1. Si propone di aggiungere un ulteriore paragrafo del seguente tenore: La Regione, avvalendosi anche del supporto delle associazioni, favorisce l’ottenimento di un adeguato supporto psicologico all’interno del percorso terapeutico e assistenziale ed incoraggia e promuove direttamente progetti di riabilitazione specifici altamente professionali

  2. Aggiungere il punto 4: La Regione garantisce, attraverso le strutture sanitarie preposte, un monitoraggio annuale dei pazienti con disabilità gravi, per quanto attiene all’efficacia delle terapie in atto, anche nella prospettiva di sviluppare il potenziale residuo delle capacità neurologiche e psicofisiche.

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