ARTICOLO ORIGINARIO

1. La Regione, in coerenza con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea proclamata a Strasburgo nel 2007, la Convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006 ratificata dalla legge 3 marzo 2009, n. 18 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità), i principi di cui agli articoli 2, 3, 30, 32 e 38 della Costituzione, i principi statutari, nonché nel rispetto della normativa statale ed europea di riferimento, promuove la realizzazione di interventi volti a favorire le politiche per le persone con disabilità.

2. La Regione, in attuazione delle finalità di cui al comma 1, persegue i seguenti obiettivi:

a) sostenere la dignità, i diritti e le libertà fondamentali di ogni persona con disabilità, in particolare sulla base dei principi di eguaglianza, non discriminazione e solidarietà;

b) porre in essere azioni volte a concorrere alla rimozione delle barriere fisiche, sensoriali e culturali che impediscono il pieno sviluppo della persona con disabilità e il raggiungimento della massima autodeterminazione possibile, intesa quale capacità di sviluppare autonomamente le proprie relazioni sociali, economiche e culturali;

c) disciplinare gli interventi regionali relativi alle politiche per la disabilità, uniformando il contesto legislativo regionale alle finalità di cui al comma 1 e alle linee guida del Programma biennale d’azione, redatte E: dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, di cui alla legge 18/2009;

d) favorire il coordinamento delle politiche a favore delle persone con disabilità attraverso sinergie e accordi con gli enti pubblici e privati presenti sul territorio regionale, con le associazioni di tutela delle persone con disabilità maggiormente rappresentative e con tutti gli attori coinvolti nella gestione e accompagnamento all’autonomia delle stesse.

SUBEMENDAMENTO ALL’ART.1

1. La Regione, in coerenza con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea proclamata a Strasburgo nel 2007, la Convenzione dell’Organizzazione delle Nazione Unite (ONU) sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006 ratificata dalla legge 3 marzo 2009, n. 18 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità), la normativa internazionale e statale, i principi di cui agli articoli 2, 3, 30, 32, 34, 35 e 38 della Costituzione, i principi statutari, promuove interventi al fine di riconoscere e garantire la centralità, la dignità, i diritti e le libertà fondamentali di ogni persona con disabilità, nel rispetto dei principi di eguaglianza, pari opportunità, non discriminazione, compresa quella di genere, solidarietà e autodeterminazione.

2. Gli interventi di cui al comma 1 favoriscono la piena inclusione e partecipazione delle persone con disabilità, anche con il supporto del caregiver, in tutti gli ambiti della vita, in particolare in quello sociale, sanitario, abitativo, riabilitativo, scolastico, formativo, lavorativo, economico, culturale, sportivo, politico, penitenziario, nonché in quelli relativi alla mobilità, all’informazione e alla comunicazione.”

2 thoughts on “Art. 1 (finalità)”

  1. Parlare di “diritti” per gli interventi di natura sociale verso i soggetti disabili (ed aggiungerei con forza verso le famiglie di questi soggetti), rimane una utopia fino a quando rimarranno i vincoli di Bilancio. Anche la 328 aveva cominciato a parlare di Diritti ma poi, vincolandoli alla “compatibilità dei bilanci comunali”, li aveva ridotti a puri e semplici Interessi legittimi. Ho il timore che si stia ribadendo la stessa cosa, a distanza di 20 anni, mentre ci sarebbe l’opportunità di fare un vero e proprio salto di qualità, partendo da alcuni fattori:
    1) la completa integrazione socio-sanitaria con alcune voci di intervento in prededuzione nel Bilancio dello Stato come la spesa sanitaria;
    2) l’introduzione del coefficiente economico per valutare la contribuzione delle persone in ragione dell’intensità dell’intervento richiesto (converrai con me che una disabilità a casa Berlusconi e diversa da una disabilità in casa Solfanelli);
    3) Pieno sviluppo del discorso relativo alla “Vita Indipendente”;
    4) Coinvolgimento del terzo settore per le attività di supporto ai care givers;

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