Roma, 30 ott. (askanews) – A parere del segretario del Pd Lazio è evidente e legittimo che “ci siano nel gruppo 5 Stelle alla Pisana divergenze e sensibilità diverse e visioni differenti su una possibile convergenza di proposte per il Lazio col Pd.
Sarebbe strano il contrario. L’unanimismo non porta mai buoni frutti. Così come ci possono essere nel gruppo del Pd” spiega Astorre nell’intervista al quotidiano Il Tempo, ed affronta anche le questione di Italia Viva e del possibilr arrivo del movimento a guida Carlo Calenda alla Pisana e del loro “no” ad una all’alleanza con i 5stelle. “Italia Viva è contraria a un accordo organico dappertutto, non a singole intese di governo, come avviene a livello nazionale. Se il M5S dovesse voler entrare in maggioranza ne discuteremo con gli altri partiti della coalizione, anche se oggi, dopo l’Umbria, mi sembra onestamente una prospettiva più lontana”. Di qui quello che potrebbe essere il ruolo di Italia Viva in Consiglio. “Marietta Tidei ha garantito lealtà a Zingaretti. Non sono affatto preoccupato. Non entro nel merito di scelte soggettive, politiche, che rispetto ma non giudico. Se dicessi che l’uscita di Marietta Tidei dal Pd mi ha fatto piacere mentirei. È un dirigente importante del Pd e così la considero, e con responsabilità conoscendola sono sicuro proseguirà la sua attività amministrativa in Regione con ancor più energie. L’ampliamento della maggioranza con Cavallari o altri esponenti di aree politiche non del centrosinistra la ritengo un elemento molto positivo” sottolinea.

Quanto al movimento di Calenda, che con Stefano Parisi e Valentina Grippo, potrebbe presto essere rappresentato in Consiglio, “non faccio processi alle intenzioni” assicura “ben venga ogni allargamento della maggioranza. Penso a Cavallari, ma anche ad altri esponenti di area moderata.
Zingaretti e la Regione hanno ora una maggioranza più ampia, più solida e se il buon governo, la centralità di alcuni temi porta ad avvicinare altri elementi delle minoranze credo sia un dato positivo”. Dunque per il senatore nessun rischio per la Regione Lazio, parlano i numeri. “Il Consiglio regionale nel 2018, parlo dell’XI legislatura, ha approvato 14 leggi. Se confrontiamo il primo anno di vita del Consiglio vediamo che nell’VIII
legislaturav vennero approvate 9 leggi, 13 nella IX e 18 nel primo anno della decima. Quindi direi che la maggioranza, senza dubbio composita ha lavorato. Anzi sono stati tagliati i tempi, il tempo delle leggi, su 14 ben 11 sono state approvate in un mese tra esame della Commissione e l’Aula, molto meglio rispetto alle medie del passato” ricorda.

Infine il governatore Zingaretti e il rimpasto di giunta. “Il governatore è persona saggia ed esperta. Ora più che mai, gli interessi personali debbano assolutamente essere messi da parte, per far prevalere il Noi sull’Io. È la cifra del cammino nuovo del Pd che io condivido in pieno”.

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